Il progetto è ambizioso: dare un deciso contributo al necessario rinnovamento del patto di solidarietà generazionale su cui si fonda il sistema pensionistico italiano. Per raggiungerlo, due strade. La prima consiste nella promozione di un tavolo tecnico volto ad elaborare un pacchetto di proposte, interventi normativi e misure e metterlo a disposizione dei decisori pubblici.

La seconda punta invece ad impostare una comunicazione capace di rovesciare la narrazione dominante – che racconta la pensione come una fase della vita di totale inattività, e che perciò necessita di un sostegno puramente assistenzialistico – attraverso l’organizzazione di eventi pubblici che diffondano e facciano conoscere la bellezza del cosiddetto invecchiamento attivo, della vita cioè che dopo il lavoro può mantenersi occupata sia sul piano dell’attività fisica, sia su quello dell’attività lavorativa e dell’impegno sociale, attraverso programmi promossi da enti pubblici o soggetti privati (come, per fare solo un esempio, piani di trasferimento dei saperi per la formazione lavorativa delle giovani generazioni).

Questo il nodo centrale del Workshop “Active Ageing: continuare a scegliere”, che si è svolto martedì 10 Aprile presso la sede di romana di FOR in Via Borgognona, e a cui hanno preso parte, tra gli altri, il segretario nazionale FIM-CISL Marco Bentivogli, il Viceministro dell’Economia Enrico Morando, la deputata Renata Polverini, il senatore Tommaso Nannicini, Giuseppe Coco del Ministero della Coesione Territoriale, Maurizio Benedetti del Fondo Pensione Cometa, i giornalisti Ernesto Auci e Stefano Cingolani, oltre ad amici e soci della Fondazione.

Un vero e proprio tavolo tecnico, dunque, introdotto dall’approfondita relazione di Stefano Patriarca (le slide della relazione si possono consultare cliccando qui), economista e consulente della Presidenza del consiglio dei Ministri, che partendo da un breve excursus dei cambiamenti e degli effetti prodotti dalle diverse riforme che si sono succedute nel corso degli ultimi anni, arriva ad avanzare una concreta proposta di riassetto del sistema pensionistico, che mantenga elementi di flessibilità rinnovando il rapporto tra lavoratori anziani e mercato del lavoro. In che modo? Attraverso, appunto, programmi di Active Ageing, che se applicati possono dunque consentire una maggiore equità e sostenibilità del sistema previdenziale.

Un percorso non semplice, naturalmente. Ma un progetto che FOR intende portare avanti nella convinzione che da confronto tra esperienze e conoscenze diverse possano sempre emergere soluzioni utili all’avanzamento del nostro Paese.

L’Active Ageing, o invecchiamento attivo, può consentire di raggiungere maggiori equità e sostenibilità del sistema previdenziale